Cronache da Nizza

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Venerdì scorso, più o meno a quest’ora, arrivavamo a Nizza carichi di valigie e con la nostra cannata miracolosamente illesa. Il viaggio è stato lungo, tanto quanto si conviene al preludio di bella avventura, ma di tempo per riposarci ce n’è stato ben poco: subito in teatro a mascherarci per una parata tra le stradine della Vecchia Nizza.

Per le strade di Nizza
Per le strade di Nizza

Sciacquarello marciava sulle sue ciocie tra i passanti sorpresi e quelli che mal simulavano indifferenza. I bambini erano i più curiosi di tutti, sarebbero bastati i loro occhioni spalancati dallo stupore a farci dimenticare il peso dei nostri calorosi costumi, invece abbiamo preferito rinfrescarci con un pastisse lungo la Promenade des Anglais.

Sciacquarello sulla Promenade des Anglais

 

A sera ci siamo goduti lo spettacolo Le Roi Cerf, tratto da Il Re Cervo di Carlo Gozzi, una favola meravigliosa superbamente interpretata dai nostri amici nizzardi.

Le Roi Cherf
Le Roi Cherf

Sabato ci hanno raggiunto il resto della compagnia e i nostri amici spagnoli, quelli della compagnia Cia Lazzi Comici di Barcellona. Ancora una serata insieme ad applaudire i colleghi francesi e poi…. l’alba del gran giorno. Beh, non proprio l’alba… erano già le dieci quando ci siamo radunati per raggiungere il Teatro de la Semeuse dove avremmo messo in scena Angelina o La Bella Abissina.

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La Cannata di Nannina

Le luci da sistemare, la scenografia da allestire, il copione da ripassare, trucchi, maschere, costumi ed ecco arrivato il momento, quello per cui abbiamo lavorato per tutti questi mesi, quello che abbiamo tanto aspettato pur temendo che arrivasse. Uniamo le mani: “Merda! Merda!! Merda!!!” che lo spettacolo abbia inizio…

Angelina o La bella abissina
Angelina o La bella abissina

Cristoforo sei magnifico nei panni di Sciacquarello la ragazza a cui porgi la baguette è bella e imbarazzata, già ride e tutto il pubblico con lei. Didier, sei fin troppo credibile mentre insulti noi italiani che non paghiamo il conto al ristorante. Guarda Frédérik come incassa bene i lazzi che gli lanciamo. Torniamo dietro le quinte, lasciamo Cristoforo al suo monologo in francese.

Cristoforo Fiorini nei panni di Sciacquarello
Cristoforo Fiorini nei panni di Sciacquarello

La signora Bertini, sua madre, l’ho scorta seduta in seconda fila, ha un sorriso che le illumina il volto. Cristoforo imbroglia qualche battuta: “Forza, Cri, va avanti, siamo tutti con te, senti che applausi ti fanno”. Ma Piergiorgio è ansioso, la maschera barbuta che tiene appesa al collo borbotta senza sosta “Ritmo, ritmo!”. Ora è Tamara che entra in scena, la sua voce riempie il teatro, il suo canto placa, seppure per poco, anche i nostri animi inquieti.

Nannia e Sciaquarello interpretati da Tamara Pessia e Cristoforo Fiorini in Angelina o La bella abissina
Nannia e Sciaquarello interpretati da Tamara Pessia e Cristoforo Fiorini in Angelina o La bella abissina

Irrompe sulla scena Roberto, il perfido Cavalier Cicciodicola, con la sua mimica estrema, già ridono i francesi e chissà che farebbero se comprendessero a pieno il tuo pittoresco dialetto. I paragoni, le espressioni che usi mi fanno sogghignare anche qui, dietro le quinte, e quasi dimentico che ora tocca a me.

Roberto Catallo nel ruolo del Cavalier Cicciodicola
Roberto Catallo nel ruolo del Cavalier Cicciodicola

Mi vanto di possedere una particolare dote: quella di staccar la spina del cuore quando le emozioni superano un certo un voltaggio, ma lo scroscio di risa che mi accoglie quando entro in scena, travestito da quella vedova bizzarra di Donna Flora, mi manda in corto circuito il cervello. È un attimo, Roberto mi risponde a tono e si riparte. Ridono alle mie battute in francese. Grazie professoressa Pia, grazie Bernie e grazie anche a te, Monsieur Rimbaud, che mi avete appreso questa lingua.

Io, Piergiorgio Mariniello, nei panni di Donna Flora
Io, Piergiorgio Mariniello, nei panni di Donna Flora

Tocca a Riccardo, tiriamo tutti un sospiro di sollievo perché, caro Richard, già lo sappiamo che sarai impeccabile, preciso in ogni gesto… e infatti senti come ridono dell’Avvocato Pernacchia.

Riccardo Ferrazzoli interpreta L'Avvocato Pernacchia con Cristoforo Fiorini nei panni della falsa Angelina
Riccardo Ferrazzoli interpreta L’Avvocato Pernacchia con Cristoforo Fiorini nei panni della falsa Angelina

Piergiorgio si arma della sua maschera, è il suo momento, quello di tutti noi che su di lui contiamo, e ridono, ridono… mentre io preparo la pila di sedie da buttar giù quando Nannina e Scaicquarello lo lasceranno cadere per le scale. Non l’abbiamo mai provata questa scena al Pidocchietto. “Attento al gradino” dice Nannina, “Quale gradino?” ribatte Sciacquarello, e con una spinta demolisco quell’abuso edilizio che ho creato nei camerini, il fracasso è enorme ( come mi diverto a far rumore!), ma non più grande di quello del pubblico che accoglie Nannina e Sciacquarello al rientro in scena.

Piergiorgio Sperduti nei panni del Vecchiardo

Vai Irene, hai il vestito che volevi e l’acconciatura che desideravi, vai e dimostraci di essere brava quanto bella, sì, lo stai dimostrando… senti che silenzio commosso si alza dal pubblico mentre mostri quella foto. Il più difficile è andato, forza ragazzi! Si va verso il finale.

Sciacquarello e la vera Angelina: Irene Giovannone
Sciacquarello e la vera Angelina: Irene Giovannone

Ora è la volta di Piergiorgio e suo Soldato Tedesco Ubriaco, causa di un delirio di risate. Si rientra tutti in scena, si scoprono le carte, Ciccidicola fugge via inseguito da Donna Flora che gli brandisce contro la cannata raccolta sulla scena, rumore di calci e pugni dalle quinte e poi l’amore che trionfa, come sempre. Parte la musica, e partono gli applausi, è fatta. Ad uno ad uno andiamo ad inchinarci innanzi al nostro splendido pubblico, Roberto con la testa fasciata di carta igenica sporca di rossetto, a simulare le conseguenze della collutazione con Donna Flora. Ridono, applaudo, facciamo uno, due, tre inchini. Finalmente il sipario si chiude. No, si riapre, ci vogliono applaudire ancora.

L'inchino finale
L’inchino finale

Siamo esausti, mentre ci avviamo verso il Teatro de La Providence. Qui rideremo ancora come fosse la prima, allo spettacolo Saturnalia che Nuria e i suoi compagni mettono in scena e con gran successo.

Saturnalia
Saturnalia

E poi la festa, la pizza e il vino, siamo tanti, siamo francesi, ciociari, catalani, stiamo tutti insieme uniti dalla magia del teatro dal sogno dell’Europa vorremo e che stasera abbiamo rappresentato. Domani ci diremo arrivederci, aurevoir, adéu, ma per ora alziamo i calici e gridiamo in coro “Viva la Commedia!”.

Viva la Commedia!
Viva la Commedia!

 

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