Un pò di Ciociaria al Museo del Precinema di Padova

Durante il nostro soggiorno a Padova, dove ci trovavamo per via della VII Giornata Mondiale della Commedia dell’Arte , abbiamo avuto il tempo di effettuare una visita al Museo del Precinema – Collezione Minici Zotti che si affaccia proprio su Prato della Valle. Nulla di nuovo, rispetto a ciò che ho visto a Parigi o a Lione, salvo forse gli spazi espositivi sul teatro delle ombre, ma mentre guardavo all’interno di uno stereoscopio datato fine XIX secolo mi sono imbattuto in questa immagine

Jules Richard, seconda metà del XIX secolo. Museo del PRECINEMA - Collezione Minici Zotti
Jules Richard, seconda metà del XIX secolo. Museo del PRECINEMA – Collezione Minici Zotti

di certo la fotografia che ho scattato non è molo chiara e taglia via buona parte dell’immagine, ma non riconoscete quegli oggetti esposti sul quel banco ? Sono indubbiamente delle conche. Purtroppo al museo non hanno saputo darmi maggiori informazioni su questa immagine se non che fosse opera dell’ingegnere e fotografo francese Jules Richard. Questi mise appunto e commercializzò diverse macchine stereoscopiche, come fotografo sembra fosse specializzato nel nudo femminile. Ma torniamo all’immagine, l’ho guardata e riguardata cercando di fissare ogni dettaglio e ricostruire quella storia che forse non sapremo mai. La mia impressione è che sia stata scattata durante una feria. Non siamo in una bottega, ne in una casa privata, c’è un largo bancone di legno sul quale sono esposte delle conche di rame, due molto grandi al centro, tutt’intorno, appese alle assi di legni che costituiscono la struttura del gazebo, altre conche di dimensioni ridotte. La luce che traspare dal telo bianco ci fa capire che siamo in uno spazio aperto. Le due donne dietro il bancone vestono il nostri abiti tradizionali, ma troppo ricchi e composti per essere abiti quotidiani, più probabilmente sono stati indossati per l’occasione. Anche dalle loro acconciature molto curate possiamo dedurre che si tratti di due “hostess”. Siamo in Ciociaria? magari a Roma dove non era difficile incontrare dei ciociari. Jules Richard viaggiò in Italia, scattando migliaia di fotografie sia a Roma e che a Napoli e chissà che qualcuna non l’abbia scattata strada facendo. Per affermare che si tratti di due ciociare manca, purtroppo, la prova più evidente: le cioce. Qualsiasi tipo di calzature stessero indossando quelle due donne non lo sapremo mai perché nascoste dalle gambe del bancone e da altre conche disposte sul pavimento.

Vorrei ringraziare la Direttrice e Proprietaria del museo per avermi dato il permesso di scattare questa foto, però vorrei anche dire, più in generale, che i musei dovrebbero smetterla di essere così gelosi dei beni che custodiscono. Un video, una fotografia, restano solo e soltanto una riproduzione digitale dell’opera originale che ritraggono. Possono, però, essere utili allo studio e alla ricerca. Ed è certo che se fossi davvero uno studioso andrei a studiare l’originale e non la sua riproduzione digitale. Ma se oggi noi Ciociari sappiamo che a Padova c’è un museo del precinema che conserva un documento riguardante la nostra tradizione, e se a Padova ora sanno che esiste una regione chiamata Ciociaria dove le donne raccoglievano l’acqua utilizzando degli strani contenitori chiamati conche, è grazie al fatto che qualcuno mi ha permesso di scattare e pubblicare questa foto. E magari un giorno, potremmo anche scoprire qualcosa di più su Jules Richard, sul suo viaggio in Italia, sulla nostra cultura locale.

Precedente Io, regista di matrimoni Successivo Alice Guy, la prima donna dietro la cinepresa