YouTube Pop-Up Space Roma 2016

YouTube Space

15, 16 e 17 settembre ho partecipato alle masterclass ed ai workshop realizzati per lo YouTube Pop- Up Space 2016, un evento organizzato per la prima volta in Italia e dedicato a noi YouTubers e alle nostre produzioni. Traccio un breve bilancio di questa esperienza a cominciare dalle masterclass realizzate in collaborazione con RAI. Abbiamo abbiamo ascoltato e interrogato personaggi come Stefano Bollani, Riccardo Iacona, Daria Bignardi, Ivan Cotroneo e molti altri ancora. Certo, non si può che imparare da gente come loro ma, diciamo la verità, ho avuto l’impressione che avessero più loro da imparare da noi YouTubers che noi da loro, almeno per quanto riguarda l’uso della rete. Le scelte editoriali, l’organizzazione del palinsesto, la produzione dei programmi… in un network televisivo viene realizzato in funzione del target di pubblico che si vuole raggiungere, noi YouTubers dobbiamo invece essere raggiunti, siamo noi il target del nostro pubblico. E questa credo sia la maggiore differenza tra loro e noi, ma non l’unica. Ad ogni modo queste materclass mi hanno dato l’opportunità di riflette sui rapporti tra televisione e web di cui mi occuperò prossimamente in un altro post.

Riccardo Iacona e gli YouTubers

Più costruttivi i workshop sull’uso delle luci, delle videocamere digitali e le riprese a 360°. Nella mia formazione di videomaker non ho mai avuto tempo di occuparmi a fondo di fotografia, ora ho acquisito almeno qualche concetto base su come sistemare ed utilizzare le luci in studio e soprattutto ho avuto qualche importante dritta su strumenti e software da usare per la color correction e che non vedo l’ora di mettere in pratica. E poi ci sono le riprese a 360°… una tecnologia ancora tutta da inventare e con un futuro da costruire, sempre che possa averne come dubita il nostro stesso relatore. Se come me non avete idea di cosa sto parlando, guardate questo video del buon Caparezza

La questione è sempre la stessa : un nuovo mezzo, un nuovo spettacolo, effetto WOW ! E poi il nulla almeno ché non si inventi una nuova modalità di racconto che ne renda l’uso necessario o almeno funzionale. Ed io ho già qualche idea….

 

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